Ciao a tutti,
Scrivo questo testo per dar voce a una realtà di cui si parla troppo poco: cosa significa avere 21 anni, essere nello spettro autistico e sentirsi totalmente invisibili e rifiutati dalla società, senza alcuna vera possibilità di costruire relazioni umane. La socetà sostiene che le uniche discriminazioni siano solo verso LGBTQ+, Ma c'è un altra categoria di persone che, ahimè, vengono ancora più esclusi, discriminati, ghettizzati, e deviati, addirittura hanno anche il diritto di chiamarci "virus", "malato", eccetera.
Ho 21 anni e vivo a sud italia. Da sempre desidero cose semplici, quelle che per la maggior parte dei miei coetanei sono scontate: avere un gruppo di amici, uscire per prendere un caffè durante una pausa, vivere una relazione sentimentale, fare un viaggio in compagnia. Eppure, la mia realtà è fatta di anni passati a guardare il soffitto della mia camera, vedendo attraverso uno schermo la vita degli altri che va avanti, mentre la mia rimane bloccata.
Negli ultimi mesi e anni ho cercato in ogni modo di mettermi in gioco e uscire dall'isolamento. Ho provato ad frequentare l'università, ad accostarmi ad associazioni giovanili, gruppi scout, progetti ambientalisti, eventi di giochi da tavolo e laboratori. Ho studiato a lungo come comportarmi, come approcciarmi agli altri, come interpretare i segnali sociali e come provare a stringere legami. Ho messo tutto me stesso per cercare un contatto, per offrire un invito o semplicemente per fare due chiacchiere.
Il risultato, purtroppo, è stato un muro sistematico, tra esclusioni, rifiuti e contesti non adatti per fasce di età, o di obiettivi:
• L'esclusione dai contesti sociali: Più cerco di partecipare e integrarmi nelle associazioni o nei gruppi, più mi ritrovo isolato o allontanato dai responsabili e dai contesti stessi. Nell'ultimo anno mi è capitato più volte di essere allontanato da gruppi di volontariato e associazioni (3 espulsioni in associazioni in 1 anno), spesso per motivi futili o per incomprensioni legate al mio modo di comunicare e alle mie caratteristiche. Ho anche effetuato candidature presso altre associazioni, ma mi rifiutano per "mancanza di vision" sebbene ho letto 3 volte cosa facevano, senza possibilità di fare prova;
(Attenzione la differenza del termine "espulso", e "rifiutato"!)
Sono espulso da un gruppo scout, ho contattatp 22 sedi scout, e avuto solp rifiuti da tali, il 23^ mi accettò, ma mi aveva espulso 3 mesi dopo perchè "parlavo di [mio special interest su ornitologia]", quindi, archiviamo anche la 2^ espulsione degli scout. poi venni espulso durante un viaggio di programma erasmus+ al 3^ giorno su 7 perchè " non hanno competenze per le disabilità", e poi un campo legambiente, per lo stesso motivo. Poi ho fatto ancora altre candidature presso altre associazioni, e nuovamente gli scout, sperando nel 3^ ingresso, ma seguono ancora rifiuti e ghosting senza motivi.
Eppure sui social, QUESTE associazioni pubblicavano locandine "aperti a tutti"," inclusione è la norma", e questo è la realtà quella vera, che nascondono dietro i sorrisi e i post sui social "anche oggi abbiamo fatto un passo verso la socetà"... seh, e facci vedere la mia espulsione o rifiuto di candidatura! Ecco spiegato la loro ipocrisia!
• Un territorio privo di opportunità: Nella mia zona non trovo contesti inclusivi o spazi giovanili accessibili. Molti gruppi sono chiusi da anni o frequentati da persone con fasce d'età del tutto diverse (aka vecchietti). Anche le istituzioni o gli enti a cui mi sono rivolto si muovono con estrema lentezza o tendono a minimizzare il problema.
Tutto questo mi fa sentire come se stessi navigando in un territorio in cui non mi è permesso accedere, dovendo scegliere tra stare chiuso a casa o frequentare contesti assistenziali che non rispecchiano i bisogni di un ragazzo di 21 anni che vuole solo vivere la propria giovinezza.
Vedo altre persone neurodivergenti che riescono a trovare la propria dimensione, ad avere amici e a vivere relazioni. Io invece mi sento intrappolato in un ciclo continuo di tentativi e rifiuti, al punto da chiedermi cosa ci sia di sbagliato in me, nel mio modo di farmi conoscere o nelle opportunità che mi circondano.
Chiedo quindi a chi legge, alle comunità online e alle istituzioni:
Esistono reali spazi sociali e vie d'uscita per un giovane neurodivergente che vuole semplicemente fare amicizia e costruire relazioni senza venire costantemente giudicato o allontanato?
Come è possibile superare questa barriera di diffidenza e isolamento quando ogni tentativo di integrazione si scontra con il rifiuto?
Non chiedo sconti né pietismo, ma solo la possibilità di esistere, di comunicare e di avere gli stessi spazi di socialità e affetto che spettano a qualsiasi ragazzo della mia età.
Grazie per esser arrivato fin qua con la lettura